Se fossi stata una mamma tedesca…viaggio sul Lago di Costanza

Ho sempre amato il mio Paese, l’Italia. Davanti ai soliti sfotto’ degli stranieri l’ho sempre difeso dai luoghi comuni, decantandone le bellezze, lo spirito, la generosità. Sono stata talmente convincente da trascinare uno Svizzero Tedesco a lasciare la sua terra noiosamente funzionale, per costruire una famiglia in un posto creativamente inefficente . Dopo 7 anni di convivenza, 2 di matrimonio e poco piu’ di 365 giorni da mamma, le convinzioni che mi hanno sempre portato a difendere la nostra scelta hanno iniziato a vacillare. Fatale è stato questo viaggio fra Svizzera e Germania in visita ad amici e parenti.

Non so se  fate mai quel gioco di immaginare come sarebbe stata la vostra vita se…

Se fossi stata una mamma tedesca, avrei lavorato senza nessun problema al 50% o magari anche il 30% . Il pomeriggio avrei cucinato biscotti alla cannella per i miei tre bambini biondi. Alla sera, alle 17, mio marito sarebbe rientrato a casa in bicicletta e insieme avremmo grigliato sul nostro terrazzino con tanti gerani colorati, un ombrellone bianco, e un tavolino delizioso come questo…

Se fossi stata una mamma tedesca, il venerdi’ sarebbe stata la mia giornata libera. Mio marito, che avrebbe lavorato all’80% per potersi godere di piu’ i figli, avrebbe caricato i tre bambini biondi sul suo charriot per fare una bella gita nella natura, attraversando boschi e colline su una bella pista ciclabile. Io avrei preso un caffè annaquato con delle amiche normopeso seduta a un cafè e poi, grazie alle mie scarpe comode, sarei andata in cerca di un abitino per una serata speciale….certo accontententandomi un po’ della moda locale.

Se fossi stata una mamma tedesca,  il sabato sarei  andata al lago con tutta la famiglia. Avremmo preso una coperta da distendere su un morbito prato verde all’ombra di un platano secolare. I miei tre bimbi biondi avrebbero giocato liberamente senza strillare, senza farsi male, senza fare capricci. A un mio richiamo sarebbero arrivati subito e sarebbero stati felicissimi di mangiare la frutta e le gallette di riso che amabilmente avrei riposto in un tupperware colorato. No, il gelato pieno di coloranti non sarebbe piaciuto ai miei tre bambini biondi.

Invece ho scelto di essere una mamma italiana, in lotta per un part time, sempre di corsa insieme all’uomo della sua vita, con cui le cene ogni tanto sembrano consigli di amministrazione. Non ci sono morbidi prati verdi su cui far correre il mio bambino, ma giardinetti sporchi, affollati e pieni di pericoli. Eppure quando mi guardo intorno vedo sempre tanta bellezza, tanto spirito, tanta generosità soffocati dalla prepotenza, dal poco senso civico, dai servilismi dei soliti furbetti.

Qualcuno mi spiega perchè non possiamo vivere tutte come le mamme tedesche?

Nota: le foto sono state scattate a Costanza (Konstanz am Bodensee) in Germania, dove ho fatto il mio Erasmus e dove ho conosciuto l’uomo della mia vita. Le foto al lago, invece, sono di una spiaggia pubblica nella parte svizzera del lago di Costanza. La spiaggia si chiama Rösli e si trova nel comune di Bottighofen, a 10 min dalla frontiera con la Germania. Un paradiso per i bambini. Ingresso naturalmente libero.

 

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Rita che sognava un black dress

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Lavoro in una multinazionale, reparto comunicazione e pubbliche relazioni. Faccio il lavoro che mi piace….certo, a volte preferirei occuparmi di cose più frivole come la moda, oppure più impegnate come la politica e la finanza. Invece mi occupo di tecnologie, componenti, sistemi, macchine.

A volte penso comunque che la mia azienda mi stia perfettamente cucita addosso, come un abito sartoriale. Tedesca, intransigente, alla ricerca della perfezione ogni tanto cerca di darsi un tono appoggiando iniziative e progetti modani, per poi accorgersi di non sentirsi del tutto a suo agio fra tutto quel  glitter. Già…un po’ come se Rita Levi Montalcini avesse indossato un “little black dress” al posto della sua tunica nera…chissà magari quanto lo sognava un tubino nero.

E poi sono anche mamma. Wow…solo a scriverlo mi viene una vertigine. Mio figlio ha cambiato tutto: la percezione del mondo, le priorità, il mio modo di amare, la mia sensibilità, i miei discorsi, i miei pensieri, le mie amicizie,il mio girovita…

E quindi io, donna che con il pancione correva sui tacchi inseguendo la carriera, io che a gran voce affermavo che non sarebbe stato sicuramente “sto fatto di diventare mamma” a sviare le mie ambizioni, io una valigia sempre pronta…si proprio io ho mollato tutto e ho chiesto il part-time.

Che poi questo discorso che una che chiede il part-time non può fare più carriera ancora non l’ho capito del tutto.

Domanda: Ma poi sta cosa della carriera sarà così importante?

“Ma certamente cara. Senza Blackberry, la carta “mille miglia”,  e una tata che ti fa trovare i tuoi figli in pigiama quando torni alla sera alle otto, non sei cool” Carrie

“Già…e poi chi prepara il candy bar per la festa di compleanno di tuo figlio? E chi gli insegna a costruire un portamatite con il rotolo della cartigenica…? Madre degenere” risponde Martha