Razionali follie

Fare un figlio è una scelta irrazionalmente folle, farne due significa essere razionalmente matti.

Va bene, lo ammetto, sto pensando a un secondo figlio. Per ora è un’idea del tutto razionale (nel senso che sto cercando di analizzare i costi benefici ), ma oggi, mentre camminavo, mi sono messa a pensare a come la chiamerò. Si, perché sarà una femmina e le pettinerò i suoi capelli profumati e insieme giocheremo con le bambole, la domenica cucineremo delle torte e poi ci faremo le confidenze nel lettone…

Ecco, quando la mia mente fredda e analitica cede il passo a uno tsunami di fantasie, quando riesco a spegnere il mio cervello e inserire la modalità “cuore”, quando il mio 40 di piedi ben saldato a terra inizia a sfiorare nuvole e non a calpestare cemento…ecco…significa che forse sono pronta a un’altra follia.

Ma ecco che RATIO a gomiti alti si fa largo dissipando quella nebbiolina leggera e profumata del mio romantico inconscio.

Come farai a gestire tutta la tua stanchezza, e poi non sei ancora tornata in forma dal tuo primo parto, non volevi iniziare con il tennis e la corsa? Ricordati che non hai aiuti. I nonni abitano lontano e già con uno non sono stati tanto di supporto, figurati quando saranno due. Ma poi, non dicevi che volevi recuperare l’intimità con tuo marito? In 16 mesi siete riusciti ad uscire insieme solo 2 sere. Non fai altro che lamentarti che ti mancano gli spazi, 1+1, come dicono tutti, fa 3. E poi non vuoi comprare casa? Come la mettiamo con il mutuo, le rette dell’asilo e il tuo part time?

Ok, RATIO, hai ragione, se proprio devo fare una follia allora torno all’idea di tatuarmi però oggi sul calendario inizio a segnarmi il mio ciclo….così…per dire…

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Torta di prugne per Dummies

Questa è una ricetta per mamme “paracule” (e in effetti l’ho imparata da mia suocera svizzera). Facile, veloce e anche sana. Ideale per merende, ospiti improvvisi ma anche per togliersi un po’ di sensi di colpa. “Amore mio, mamma ti ha fatto una torta”.

TORTA DI PRUGNE PER DUMMIES

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia

1 kg di prugne

Zucchero a velo q.b.

Procedimento: Accendere il forno per preriscaldarlo, stendere la pasta sfoglia su una tortiera, lavare e tagliare le prunge in spicchi, disporre gli spicchi sulla pasta. Infornare per 30 min.

E voilà….alla facciazza di Martha Stewart

Se fossi stata una mamma tedesca…viaggio sul Lago di Costanza

Ho sempre amato il mio Paese, l’Italia. Davanti ai soliti sfotto’ degli stranieri l’ho sempre difeso dai luoghi comuni, decantandone le bellezze, lo spirito, la generosità. Sono stata talmente convincente da trascinare uno Svizzero Tedesco a lasciare la sua terra noiosamente funzionale, per costruire una famiglia in un posto creativamente inefficente . Dopo 7 anni di convivenza, 2 di matrimonio e poco piu’ di 365 giorni da mamma, le convinzioni che mi hanno sempre portato a difendere la nostra scelta hanno iniziato a vacillare. Fatale è stato questo viaggio fra Svizzera e Germania in visita ad amici e parenti.

Non so se  fate mai quel gioco di immaginare come sarebbe stata la vostra vita se…

Se fossi stata una mamma tedesca, avrei lavorato senza nessun problema al 50% o magari anche il 30% . Il pomeriggio avrei cucinato biscotti alla cannella per i miei tre bambini biondi. Alla sera, alle 17, mio marito sarebbe rientrato a casa in bicicletta e insieme avremmo grigliato sul nostro terrazzino con tanti gerani colorati, un ombrellone bianco, e un tavolino delizioso come questo…

Se fossi stata una mamma tedesca, il venerdi’ sarebbe stata la mia giornata libera. Mio marito, che avrebbe lavorato all’80% per potersi godere di piu’ i figli, avrebbe caricato i tre bambini biondi sul suo charriot per fare una bella gita nella natura, attraversando boschi e colline su una bella pista ciclabile. Io avrei preso un caffè annaquato con delle amiche normopeso seduta a un cafè e poi, grazie alle mie scarpe comode, sarei andata in cerca di un abitino per una serata speciale….certo accontententandomi un po’ della moda locale.

Se fossi stata una mamma tedesca,  il sabato sarei  andata al lago con tutta la famiglia. Avremmo preso una coperta da distendere su un morbito prato verde all’ombra di un platano secolare. I miei tre bimbi biondi avrebbero giocato liberamente senza strillare, senza farsi male, senza fare capricci. A un mio richiamo sarebbero arrivati subito e sarebbero stati felicissimi di mangiare la frutta e le gallette di riso che amabilmente avrei riposto in un tupperware colorato. No, il gelato pieno di coloranti non sarebbe piaciuto ai miei tre bambini biondi.

Invece ho scelto di essere una mamma italiana, in lotta per un part time, sempre di corsa insieme all’uomo della sua vita, con cui le cene ogni tanto sembrano consigli di amministrazione. Non ci sono morbidi prati verdi su cui far correre il mio bambino, ma giardinetti sporchi, affollati e pieni di pericoli. Eppure quando mi guardo intorno vedo sempre tanta bellezza, tanto spirito, tanta generosità soffocati dalla prepotenza, dal poco senso civico, dai servilismi dei soliti furbetti.

Qualcuno mi spiega perchè non possiamo vivere tutte come le mamme tedesche?

Nota: le foto sono state scattate a Costanza (Konstanz am Bodensee) in Germania, dove ho fatto il mio Erasmus e dove ho conosciuto l’uomo della mia vita. Le foto al lago, invece, sono di una spiaggia pubblica nella parte svizzera del lago di Costanza. La spiaggia si chiama Rösli e si trova nel comune di Bottighofen, a 10 min dalla frontiera con la Germania. Un paradiso per i bambini. Ingresso naturalmente libero.

 

La sindrome dei compleanni III: il verdetto finale

Alla fine ce l’ho fatta. Sono sopravvissuta alla sua prima festa di compleanno. Certo dovevo prevedere un tavolo piu’ grande, perchè i pranzi a buffet funzionano solo negli eventi della Milano da bere (e mio padre, non sapeva come mangiare i pomodori ripieni), magari ridimensionare le portate e frenare mia madre che è arrivata con 4 tipi diversi di antipasti (doveva presentarsi solo con una insalata). Ma i palloncini erano bellissimi, e la piscinetta è stata la gioia piu’ grande di Bang Bang insieme a questa:

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Dopo studi, consultazioni, pareri dagli esperti, ecco la ricetta miracolo della Torta ai Lamponi Soffice e non Stopposa

TORTA AI LAMPONI SOFFICE E NON STOPPOSA

100 g di farina

1 bustina di lievito

3 uova

100 g di zucchero

1 bicchiere di latte

60 g di burro

300 g di ricotta

scorza di limone

300 g di lamponi freschi

Procedimento: Riscaldate il forno a 180 gradi ( questo lo dicono sempre a fine ricetta quando è troppo tardi). Mettete in una tazza farina e lievito e lasciateli lì. Prendete un recipiente piu’ grande e sbattete le uova con lo zucchero. Unite il burro ( fuso…fondete il burro, perchè se lo mettete morbido è un macello), poi il latte, poi la ricotta. Date una bella grattata di limone. Unite farina e lievito ( meglio con un setaccino piano piano…il grumo é sempre in agguato). Versate tutto il composto in uno stampo a cerniera precedentemente imburrato. Spargete il Lamponi in modo piu’ o meno coreografico. Mettete nel forno preriscaldato (visto che serve scriverlo prima?) per 35 minuti.

Et voila’ La Torta ai Lamponi Soffice e non Stopposa è pronta.

Bang Bang ha detto “aaaahhh maaaaah amhhhh” che nella sua lingua significa sicuramente “Mamma…sei una superfiga, questa torta è buonissima, per favore fammela ad ogni compleanno. Non trovero’ mai nessuna donna al mondo in grado di fare una “Torta ai Lamponi Soffice e non Stopposa”…visto che io lascio la ricetta al mio blog significa proprio che non temo la concorrenza…tsé

La sindrome dei compleanni II: molto più di una torta ai lamponi

Ok…sarà una torta ai lamponi .

È la torta di compleanno di Bang Bang e quindi deve piacere per prima cosa a lui. Deve essere semplice e soffice come il mio bambino, qualcosa che sappia di Mamma e Amore. Vorrei che la torta di compleanno di Bang Bang fosse una tradizione. Vorrei che tutti gli anni fosse sempre la stessa con una candelina in più. Vorrei che Bang Bang a 15 anni mi dicesse “ Mamma con sta torta ai lamponi hai rotto” per poi, a 30 anni, dirmi “ Mamma, mi fai la torta ai lamponi per il mio compleanno?”

Ok ci siamo, nella mia ricerca di google devo inserire easy, semplice, facile, veloce, per incapaci e diversamente abili in cucina.

Eccole:

Alcune sono torte paradiso, altre utilizzano la ricotta, altre lo yogurt, poi c’è l’aggiunta della scorza di limone, o del cioccolato bianco…e il profumo della vanillina?…secondo me ci sta bene anche la menta o il cocco.  Non sono mai riuscita a seguire una ricetta dall’inizio alla fine e qui l’effetto “stoppone” è in agguato.

Voi foodblogger là fuori…aiutatemi!

Ps. Martha, per favore, togliti quel ghigno dalla faccia.

Un giardino posh, un libro e un hashtag

Quando diventi mamma, una delle prime cose che ti ritrovi a fare è quella di cercare un posto bello e sicuro dove portare tuo figlio a giocare. Per questo motivo, trovo molto utile l’iniziativa di Mary che, attraverso il suo blog http://playgroundaroundthecorner.com/ recensisce i playground Italiani e europei…casomai qualcuno si dovesse trovare in trasferta in qualche altra città.

Ho deciso quindi di dare il mio contributo personale, recensendo un playground molto bello di Milano. Si chiamano Giardini Perego, ma io li chiamo “i giardinetti posh”, perché si trovano in Via dei Giardini, a due passi da Via Monte Napoleone, proprio dietro all’Armani  e a Nobu. (così tanto per dire, caso mai qualcuno potesse permettersi un sushi e un giro di shopping stellare :-).

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Nota Storica: In un passato molto lontano (nel 1778) qui giocavano i bambini della nobile famiglia Perego di Cremnago (ho ragione a chiamarlo giardinetto posh). In realtà, gli attuali Giardini Perego sono solo una parte dell‘ampio parco della famiglia, che si estendeva fra Via Borgonuovo e Via dei Giardini. Nel 1925, per via di un nuovo piano urbanistico e delle nuove esigenze di mobilità, il Comune acquisì parte del parco per trasformarlo in strade. Decise, però, di conservare un „angolino verde“ per poter ospitare i bambini milanesi. ( bambini Perego…tiè)

Da piccola, mia mamma mi portava spesso in questi giardinetti, e, sinceramente, non mi piacevano molto: troppo “piccoli” e con pochi giochi. Solo ora capisco che questi, che per me erano due punti negativi, agli occhi di mia madre erano due enormi vantaggi: più controllo e meno possibilità di farmi male.

Comunque negli anni i giardinetti sono cambiati e si sono arricchiti con nuovi giochi. Il mio giudizio sarebbe stato diverso se avessi potuto giocare con l’altalena

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Arrampicarmi su questa palafitta per giocare  all’uomo ragno o guidare un solido trattore di legno. Bang Bang ha voluto testare in prima persona. Più in là ci sono anche delle simpatiche lumache (sempre in legno) da cavalcare, ma bang bang preferiva decisamente il trattore.

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Il parco è molto pulito ( i cani non possono entrare) e ben tenuto. Ci sono tanti alberi per poter trovare un po’ di ombra anche nelle giornate più afose. Non esistono punti di ristoro, solo una fontanella se qualche madre distratta avesse dimenticato l’acqua….(così per dire).

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Il mio piccolo sembra aver apprezzato. Qui foto che lo ritrae con la statua del Vertunno, l’unica opera che la Famiglia Perego ha deciso di non traslocare (si vede che ai bambini Perego non piaceva). No, Bang Bang non stava ammirando l’opera tardo settecentesca di Grazioso Rusca, si stava piuttosto dirigendo alla fontanella subito dietro.

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Da mamma posso dire che il grande vantaggio di questi giardinetti è che hai sempre tutto sott’occhio.  Sono adatti a bambini fino ai 6 anni, dopo di che forse diventano un pò noiosetti. Attenzione, quindi,  la scusa „andiamo ai Giardinetti Perego“, così poi date un occhio alle vetrine di Montenapo, vale solo fino nei primi anni di vita. Affrettatevi.

Nota per tutte le frequentatrici di playground:

Mentre il vostro bambino gioca, con un occhio potete leggere:

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“Manicomio Giardinetti 25 tipi di mamme, 4 papà e 1 nonna d’annata” libro divertentissimo sulla vita ai giardinetti (Scuola Holden, Feltrinelli) 8,50 Eur su Amazon

Con l’altro occhio potete invece twittare l’hashtag:

#ufficiogiardinetti, creato dalla simpatica Veronica di http://managerdimestessa.com/

Naturalmente il terzo occhio è tutto per i nostri bambini!

Cotonella Vs Victoria’s Secret, ovvero il sesso da mamma

Ok. Sdoganiamo questo tema spinoso, il sesso dopo la nascita del tuo bimbo. Penso che se le coppie hanno un secondo figlio (e a volte persino un terzo e un quarto) significherà che prima o poi si torna a fare sesso. Si, ma quando? Come ritrovare un momento di intimità fra i risvegli notturni, giocattoli sparsi sul pavimento, il cesto della lavatrice che trabocca e i residui di pappa sul muro? Già…perché il problema è che poi, anche se il pupo dorme nella sua stanza, alla fine tutto ti riporta a lui e alla tua condizione di Mamma….Mamma quell’essere etereo che canta le dolci filastrocche, quella che fa l’areoplanino con la pappa, quella che è tutta “ino” (cuoricino, amorino, tesorino…) Come fa una donna a chiudere quella porta e vraaaaaammmmm in pochi secondi diventare la tigre del permaflex e cercare di godersi l’amplesso prima del risveglio del piccolo per acqua, incubo, freddo, paura, etc?

Insomma…diciamocelo…una deve coltivarsi una sana schizofrenia per riuscire a interpretare in modo convincente questi due ruoli….

E poi parliamo della biancheria intima. Già perché sembra che il primo passo per recuperare la propria condizione di donna, anzi femmina, passi dalla scelta dell’intimo. Penso che se la mia femminilità dovesse essere giudicata in base alla mia lingerie, in questo momento il mio sex appeal potrebbe essere facilmente paragonato a quello di Irene Pivetti negli anni 90, quando alla Camera indossava tallieur, foulard e decolté con tacco da hostess Alitalia.

Che poi…diciamocelo…il perizoma con il filo in Swarovski sta proprio bene a tutte? E quelle culotte di pizzo frù frù che effetto farebbero su una culandra la cui circonferenza supera di molto il canone classico degli 80 cm? E quanto gli autoreggenti smorzano quel difettuccio così proletario delle culotte de cheval?

Domanda: Ma poi…sto sesso…non è un po’ troppo sopravvalutato? A volte mi chiedo quanto le donne riescano a mentire a se stesse e alle amiche, raccontando delle proprie mirabolanti acrobazie sotto le coperte.

Forse bisognerebbe confrontare le vendite di Cotonella con quelle di Victoria’s Secret

Chissà che biancheria indossa Martha

VicCotonella