Il mondo si salva dopo le 15.30

64YupHandbookOggi ho firmato il mio passaggio al part time. Uscita dall’ufficio del personale mi sono guardata nelle vetrate del corridoio: ballerine, poco trucco…cavolo devo rifarmi la tinta.

Ho mollato. Ecco, non sono la superdonna con lo stiletto e blackberry che lavora 15 ore al giorno e gestisce un esercito di tate, colf e governanti. Niente più riunioni con l’AD alle 17.00…già perché il mondo si salva dopo le 15.30 e io a quell’ora sto facendo un’attività a basso valore aggiunto come spingere un’altalena.

Lavorerò 6 ore invece di 8, ovvero starò alla mia scrivania 2 ore in meno rispetto a un normale tempo pieno (senza calcolare le pause pranzo saltate). Questo basta a uscire da qualsiasi logica di promozione e avanzamento. Perché se non sei in grado di immolare tutto il tuo tempo/spazio sul sacro altare della dea carriera, allora non sei meritevole di nessun tipo di riconoscimento.

Già, perché sei manager solo se mandi una mail la domenica alle ore 18. Io la domenica a quell’ora “purtroppo” sono impegnata a cucinare qualcosa di speciale, qualcosa che sappia di amore, perché è la cena della domenica e deve sapere di famiglia.

Che poi, parliamone. Di tutte le riunioni, meeting, conference call, quante sono quelle veramente utili che portano a delle soluzioni? Di tutte le attività, fiere, iniziative eventi, quanti sono quelli che veramente portano business?

Il mondo è governato da uomini…da uomini vecchi, aggiungerei, perché altrimenti alcune cose proprio non si spiegherebbero.

Il problema è che il management pensa di vivere ancora nei meravigliosi anni 80! Ok che i colori fluo e le i leggings sono tornati di moda ( e in qualche modo anche le spalline), ma dove sta il benessere economico?  Produrre, profitto, crescita a due cifre….forse questo meccanismo si è inceppato, forse la torta è lievitata quello che doveva lievitare e se si alza il forno non è che diventa più grande….semplicemente brucia.

Downshifting, work life balance: i paesi del Nord Europa hanno capito che oggi non ha più senso fare i manager rampanti a tutti costi e che la carriera deve convivere, anzi, lasciare spazio, alla sfera privata, agli affetti, alle passioni, alla famiglia. Siamo sicuri, poi, che una persona produce proporzionalmente alle ore passate in ufficio? Non è meglio lavorare a obiettivi qualitativi e reali e permettere alle persone di raggiungerli un po’ dove li pare (visto anche che la tecnologia ci viene incontro)

Quello che però al Nord è una realtà qui in Italia è solo poco più di una strategia di comunicazione. Il nostro management anni 80 non è pronto ad uscire dagli schemi e conducono battaglie per difendere la loro scrivania in radica e il rientro a casa alle ore 20.00: giusto in tempo per sedersi a una tavola già apparecchiata, vedere il TG e dare il bacio della buonanotte ai propri figli.

Anche questa, forse, è una strategia.

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3 pensieri su “Il mondo si salva dopo le 15.30

  1. certo che essere tagliati fuori perchè si lavora due ore in meno è veramente triste, che poi magari lavori 10 volte meglio tu di fa straordinario.
    io spero davvero che questa logica cambi perché ne abbiamo tutti bisogno

  2. Ho chiesto la riduzione dell’orario di lavoro quando ho terminato i permessi per allattamento. Per dimostrare che potevo svolgere le stesse pratiche in minor tempo mi sono fatta il cd “mazzo così”.
    L’ho ottenuta e mi sono sentita felice ed in pace con il mondo. Ho perso pochissimo in termini economici ma ne ho guadagnato il triplo in serenità.
    Quando qualche mese fa abbiamo avuto una serie di problemi di organizzazione e gestione ho accettato con somma gioia di passare al part-time di 4 ore, anzi spero sia una cosa definitiva e non provvisoria come era negli accordi. Sono fortunata perché il mio capo mi apprezza, apprezza il mio lavoro e sa che se necessario mi organizzo e faccio straordinario.
    Questa decrescita mi ha reso felice, e non mi ha tolto nulla, certo non ho mutuo e ciò la dice lunga, ma so che se sto attenta al portafogli e mi comporto da persona consapevole posso continuare a permettermi di andare in vacanza e qualche sfizio ogni tanto, che diciamoci la verità fa anche bene!

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